Vito Sutto
Rina Del Bono evidenzia un’attitudine alla creatività fin dalle prime esperienze e anche se impegnata in studi tecnici di carattere economico e nella gestione dell’impresa familiare. La sua operatività si esprime ben presto su ogni frammento cartaceo o tela che sia, ma particolarmente interessante appare il lavoro su porcellana cottura a fuoco a 870 gradi, l’utilizzo del manganese, del verde ramina, degli smalti.
Vivissimo e’ anche il suo lavoro di ceramica, tecnica spagnola, con colori diluiti e una cottura a 940 gradi
Artista poliedrica,vive l’esperienza della creatività a tutto pieno scolpendo disegnando e dando colore a un mondo carico di suggestioni.
Dimostra pienamente la creatività italiana, quella versatilità che gioca nelle ceramiche e nel centro simbolico delle maschere. E sono proprio queste ultime probabilmente il segno evidente della sua tensione particolare e la sua completezza estetica, perche’ Rina Del Bono con le maschere rappresenta un mondo ludico e allo stesso tempo intellettualmente impegnato.
Intellettuale in quanto la maschera stringe i tempi storici della commedia dell’arte richiamandoli,e ancora rivisita occasioni pirandelliane mutua la finzione dell’essere che si confonde con il non essere,richiama quell’io nascosto che c’e’ in ognuno di noi e che cerca e ama la finzione. Nascondersi dietro una maschera è un atto eroico perche’ significa volersi offrire altrimenti, prima a se stessi e poi agli altri, ma questo nascondersi e’ un nascere di nuovo non un suicidio ,una nuova affermazione,un’urgenza dell’io che si trasforma giorno dopo giorno nella consapevolezza dei centomila modi di vederci che appartengono al rimanente della società che ci circonda.
Rina Del Bono non sottace tutte queste tematiche e ce le offre intatte con una proprietà di linguaggio segnico che ci lascia piacevolmente.
impressionati, perche’ la bellezza estetica di queste maschere c’e’ tutta, li’ negli oggetti e nella loro rappresentazione simbolica.
Il segno poi condivide la sua preziosità con un cromatismo carico di allegra festa -quasi veneziana-per un carnevale luminoso e dolcissimo assieme.
Curriculum ricchissimo, suggeriamo solo alcuni momenti della sua ricca produzione e partecipazione ad eventi, quali la rassegna d’arte internazionale, patrocinato dall’Assessorato Politiche Culturali Roma Capitale 2011, la Collettiva Abazia San Nilo del 2012, la Collettiva Villa Cavalletti a Frascati nel 2013: Successo poi alla Fiera latina a Roma nel 2014, al Centro artistico Il Leone, Roma 2014,Premio Maremma a Grosseto 2015. In provincia si è poi distinta a Udine alla Galleria Tiepolo dove si è presentata in personale e in collettiva nel 2015 e alla Collettiva Artedonna a Terni nel 2016.
Ritorna a Roma con il Premio Capitolium nel 2016 e nello stesso anno si segnala per la mostra Terzo millennio ed espone poi a Venezia nella suggestiva Galleria di San Vidal
Incontrarla a Fiume sarà una bella sorpresa per molti appassionati e studiosi
Prof. Giorgio Pilla
Dicotomiche espressioni pittoriche alla ricerca dei segreti dell’anima
Mostra Personale Venezia - Centro d'Arte "San Vidal" U.C.A.I. Scaletta S. Zaccaria - 14 Mag. 30 Mag. 2016
L’importante presenza di opere che ci mostrano un vario campionario di “Maschere” ci porta a cogliere non l’aspetto ludico del Carnevale,ma la ricerca esistenziale del segreto dell’animo del soggetto . Non sfugge tuttavia la presentazioni esteriore trattata dall’artista con capacità ed esperienza tecnica, una eccitante rappresentazione di un liberty-rococò affascinante che ci dà l’esatto misura dell’esperienza della Del Bono nella trattazione dell’arte pittorica.Dobbiamo comunque tornare alla sostanza di queste opere nelle quali è d’obbligo focalizzare l’aspetto quasi spirituale e saperne cogliere l’aspetto interiore. L’artista attua tutto ciò con raffinatezza e si coglie come attraverso una porta segreta si arrivi ai gangli più intimi, quello spiraglio sempre presente in ogni opera: l’occhio del soggetto sempre vivido,animato da umanità.
È lì che la ns. attenzione deve accentrarsi su quel pertugio infimo che racchiude in se’ tutta la forza del concetto e della declinazione pittorica così ricca di avvenimenti cromatici corredata da una grafica spettacolare.
Ecco allora l’apparire del sentimento, quella intima scossa che spesso ci troviamo nella necessità di nascondere dietro il paravento dell’ipocrisia,facendo scudo appunto con la bellezza di fiori e ricami ma, se vogliamo capire a fondo l’arte di questa delicata artista dobbiamo sempre e comunque avviarci sulla soglia di quella finestrella oltre la quale troviamo i segreti più intimi dell’anima del soggetto.
Siamo certi a questo punto che avremmo incontrato quella sostanza spirituale da sempre cercata e che troppo spesso si cela oltre la cortina dell’effimera bellezza.
Tuttavia rileviamo come l’artista non disdegni di impegnarsi nella rappresentazione di leggerezze naturalistiche , espressioni dell’amore per il creato che vi circonda, declinazioni colme di dolcezze cromatiche in cui la mano sembra volersi liberare dalla necessità vedi una grafia attenta la cui precisione si è resa necessaria per il fine ultimo di non cedere alla tentazione del casuale.
In queste opere l’animo si rassegna e dà sfogo ad emozioni che trovano spazio in un lirismo dalla cauta cadenza cromatica , ed ospitate in contesti caratterizzati da un accompagnamento luminoso che da vita a tutta la pittura stessa.
ICONE – Sono lavori che l’artista estrapola dalla sua profonda conoscenza dell’Arte Bizantina, espressioni di una trascendenza che prescinde dalla matericita del contesto per affidarsi ad una componente contemplativa in cui la spiritualità avvolge tutta l’opera con un alone di luce dal carattere metafisico.
CERAMICA – Anche in questa sezione artistica l’autrice si mette in evidenza,dando saggio di saper
donare al fruitore l’emozione di un coinvolgimento diretto del suo essere.
Dott.ssa Giorgia Gemo
Sofisticato gioco compositivo
“Da un intricato fondale di fiori, di veli e di piume affiorano due volti mascherati: da dietro due grandi occhi scrutano il mondo. All’artista piace partire da questo elemento umano per perdersi nel gusto raffinato della decorazione, dove natura e artificio si integrano.
La linea curva e sinuosa disegna serpentine e arabeschi e sostiene l’accostamento di colori primari e complementari. La figura umana è solo un pretesto per agganciare alla realtà motivi decorativi che invadono la superficie in un sofisticato gioco compositivo.
Dott.ssa Claudia Sensi
Squillanti cromie
Rina Del Bono è una figuratrice che crea composizioni pittoriche accurate di notevole pregio. Fonda la sua poetica su una raffinata ricerca iconica sospesa in un’inquietudine immobile, senza tempo. Quella di Rina Del Bono è una pittura di squillanti cromie ma non mancano eleganti opere monocromatiche che si articolano su tre colori: nero grigio ed appena una spruzzata di rosso.
Arch. Barbara Righetti
Tumulti di guerra
Roma - Sal del Bramante
“Da un intricato fondale di fiori, di veli e di piume affiorano due volti mascherati: da dietro due grandi occhi scrutano il mondo. All’artista piace partire da questo elemento umano per perdersi nel gusto raffinato della decorazione, dove natura e artificio si integrano. La linea curva e sinuosa disegna serpentine e arabeschi e sostiene l’accostamento di colori primari e complementari. La figura umana è solo un pretesto per agganciare alla realtà motivi decorativi che invadono la superficie in un sofisticato gioco compositivo.
Prof.ssa Maria Ferloni
La guerra non ha colore
Roma - Sal del Bramante
Un’opera bella,tenera e tragicamente attuale come scandisce con incisività la trama di un contenuto che da sempre attanaglia e sconvolge l’uomo: la disperazione, il dolore, la paura che la guerra porta con se’. Non ha colore la guerra ,ma accomuna tutti nel nero della morte ” gli alberi si sdraiano nel vento del tramonto precoce….e l’urlo della fine incide l’anima…”
Il Presidente Prof.ssa Angela Chiassai
Menzione speciale
Menzione Speciale Premio Capitolium 2016 Roma
“Da un intricato fondale di fiori, di veli e di piume affiorano due volti mascherati: da dietro due grandi occhi scrutano il mondo. All’artista piace partire da questo elemento umano per perdersi nel gusto raffinato della decorazione, dove natura e artificio si integrano. La linea curva e sinuosa disegna serpentine e arabeschi e sostiene l’accostamento di colori primari e complementari. La figura umana è solo un pretesto per agganciare alla realtà motivi decorativi che invadono la superficie in un sofisticato gioco compositivo.
Il Presidente Prof.ssa Angela Chiassai
Opera "I miei gioielli"
Roma - Sal del Bramante
14 maggio 2017
“Da un intricato fondale di fiori, di veli e di piume affiorano due volti mascherati: da dietro due grandi occhi scrutano il mondo. All’artista piace partire da questo elemento umano per perdersi nel gusto raffinato della decorazione, dove natura e artificio si integrano.
La linea curva e sinuosa disegna serpentine e arabeschi e sostiene l’accostamento di colori primari e complementari. La figura umana è solo un pretesto per agganciare alla realtà motivi decorativi che invadono la superficie in un sofisticato gioco compositivo.